La Colombia nelle opere di Garcia Marquez

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La Colombia nelle opere di Garcia Marquez

Gabriel-Garcia-marquez

La Colombia si  ritrova nelle opere di Gabriel Garcia Marquez, da Cartagena a Barranquilla, Aracataca e Bogotà, le città colombiane sono descritte in molti dei capolavori dell’artista.
Da Cent’anni di solitudine a L’amore ai tempi del Colera la Colombia di Garcia Marquez è misteriosa, violenta e ormai un’ambita meta vacanziera specialmente per i suoi lettori che ricercano i paesaggi descritti nelle sue opere letterarie.

Cartagena è la città dove Marquez visse a lungo, è un luogo da visitare alla scoperta del suo quartiere più tipico, il Getsemani, che si trova appena fuori dal centro storico, un posto malfamato in passato, è oggi uno dei quartieri più turistici e visitati, famoso anche per i suoi graffiti.

getsemani

Barranquilla è la quarta città più grande della Colombia e ospita anche opere di Niemeyer e Le Corbusier, è molto famosa per il suo Carnevale, riconosciuto dall’Unesco nel 2003, ma anche per il Barranquijazz, il festival che si tiene nel mese di settembre ed è dedicato alla musica. Il museo di Baranquilla ospita la macchina da scrivere che Gabriel Garcia Marquez usò per la stesura della sua prima opera, Foglie morte.

Aracataca è il villaggio dove lo scrittore  è nato, e che vanta un museo a lui dedicato. Si pensa che Aracataca sia la trasposizione reale di Macondo, il paese immaginario nel quale Marquez ha ambientato Cent’anni di solitudine, cosi descritto:

“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”.

macondo

Bogotà è il vero centro culturale della Colombia e tappa obbligatoria. Da non perdere il Museo d’arte contemporanea, il museo di Botero, quello dell’oro.

 

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