Brasile, l’incendio al museo di Rio che ha distrutto la storia

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Brasile, l’incendio al museo di Rio che ha distrutto la storia

incendio museo rio

L’incendio del Museo Nazionale del Brasile, a Rio, di pochi giorni fa, ha fatto perdere per sempre un pezzo di storia.
Il più antico cranio di un paleoamericano, un meteorite gigante, reperti precolombiani.
Le fiamme, che fortunatamente non hanno fatto vittime hanno distrutto il 90% delle collezioni conservate nel museo: 20 milioni di reperti finiti in cenere, 200 anni di ricerche, un pezzo di storia del Sud America.
Pare che il museo non avesse un impianto antincendio.
Il museo ospitava Luzia, quello che si riteneva il più antico fossile umano delle Americhe: uno scheletro parziale, con tanto di cranio, appartenuto a una donna morta intorno ai 20 anni e vissuta 11.500 anni fa.
Così soprannominato in onore del fossile africano Lucy, era stato scoperto nel 1975 in una grotta dello stato brasiliano di Minas Gerais, per poi rimanere per 20 anni in una scatola metallica e poi essere qui esposto.

«Il museo era completamente abbandonato, lasciato a marcire nel disprezzo e nel disinteresse delle autorità pubbliche», ha detto a Science Walter Neves, ex professore dell’Università di San Paolo che per primo descrisse il reperto. « Sono in lutto».

Nel museo si trovava anche il Bendegó, il più grande meteorite di ferro mai ritrovato in Brasile. Il masso di 5.260 kg era stato rinvenuto nello Stato di Bahía nel 1784, da un ragazzo alla ricerca di una mucca dispersa.
La collezione di paleontologia del museo comprendeva diversi pterosauri, resti di altri animali preistorici del Sud America e la ricostruzione di uno scheletro di Maxakalisaurus, un erbivoro alto 13 metri vissuto 80 milioni di anni fa. La sala che lo ospitava era appena stata riaperta al pubblico, dopo un periodo di restauri.
Nella sezione greco-romana c’erano affreschi di Pompei scampati all’eruzione del Vesuvio del 79 d. C..
Manufatti precolombiani: 100 mila oggetti come urne funerarie, mummie andine, oggetti in tessuto, ceramiche.

Molti preziosi reperti andati perduti provenivano direttamente dalla collezione dell’Imperatore Pedro II: la famiglia imperiale che abbandonò il Brasile dopo la proclamazione della Repubblica, nel 1889, aveva vissuto nel palazzo Paço de São Cristóvão, che fino a domenica ha ospitato il museo e che in epoca coloniale era stato la dimora della famiglia reale portoghese in Brasile.

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